E' rovente il clima politico-amministrativo a Vallelonga, nel Vibonese, dove emergono «seri sospetti di antigiuridicità» nella gestione della cosa pubblica. La sindaca, Maria Grazia Mazzotta, è stata fatta decadere a dicembre per dimissioni di massa di 6 consiglieri, dopo appena 18 mesi dalla sua elezione: la tensione era alta nell'ente, dove la prima cittadina stava facendo luce su alcune questioni sospette.
L' articolato report redatto dal segretario comunale, responsabile della prevenzione della corruzione, restituisce l’immagine di un ente attraversato da profonde criticità amministrative e istituzionali.
Il documento parla di comportamenti personali incompatibili con il corretto funzionamento della macchina comunale, di una gestione opaca degli uffici e di quello che viene descritto come un disegno finalizzato a ostacolare i controlli di legalità. L’attività ispettiva svolta nel corso del 2025 si sarebbe infatti arenata contro un vero e proprio «muro di gomma burocratico», fatto di resistenze sistematiche e mancate collaborazioni.
Nel report si denunciano inadempienze reiterate da parte di alcuni funzionari, accusati di aver ritardato o omesso la trasmissione di atti fondamentali. Le giustificazioni addotte – presunti carichi di lavoro e rischi di violazione della privacy – vengono giudicate del tutto infondate. Un clima che, scrive il segretario, avrebbe inciso anche sul piano personale, generando uno stato di ansia e disagio tale da costringerlo a modificare le proprie abitudini di vita.
Tra i casi più delicati emerge la gestione di cinque alloggi comunali in via Cutura. Gli immobili, assegnati nel 2022 con procedure non pertinenti, risulterebbero ancora oggi occupati senza alcun contratto di locazione e senza il pagamento di canoni, con un evidente danno erariale. La situazione sarebbe aggravata da un palese conflitto d’interessi: tra i beneficiari figurerebbero parenti di amministratori e due consiglieri comunali in carica, indicati come soggetti attivi nel tentativo di ostacolare le ispezioni.
Il monitoraggio ha inoltre evidenziato gravi irregolarità contabili nella gestione delle retribuzioni del personale apicale. Si parla di incentivi tecnici liquidati senza presupposti di legge e, in alcuni casi, di auto-liquidazioni, con provvedimenti adottati in proprio favore e in violazione dell’obbligo di astensione. Sotto osservazione anche le indennità di posizione, superiori ai minimi contrattuali senza alcuna graduazione preventiva.
Il clima politico teso si sarebbe riflesso anche in Consiglio comunale, teatro di episodi definiti inquietanti. Il punto di massima frizione sarebbe stato raggiunto dopo gli esposti presentati alla Procura della Repubblica e all’Anac per presunti comportamenti intimidatori: in quel contesto sarebbe stata avanzata la proposta di risoluzione della convenzione di segreteria, interpretata come un tentativo di rimuovere il funzionario e bloccare le indagini.
Il report accende infine i riflettori su altri ambiti sensibili, dalla gestione dei lotti boschivi demaniali, risorsa strategica per il Comune, ai procedimenti autorizzativi per impianti di carburante, fino ai servizi di accoglienza per cittadini stranieri. L’elemento più allarmante che emerge dall’analisi è il sospetto di un disegno unitario e coordinato volto a impedire trasparenza e controlli, che ha già portato a segnalazioni alle autorità giudiziarie e all’Autorità nazionale anticorruzione per possibili fenomeni riconducibili alla criminalità organizzata all’interno dell’ente.
