Si chiama Carmela Vittoria Mancuso, ha 79 anni ed è nata a Monterosso, in Calabria, in provincia di Vibo Valentia. Dopo una lunga carriera come insegnante e direttrice didattica nella sua terra, ha scelto di trasferirsi a Roma, ma non ha mai dimenticato le sue origini calabresi. Da ieri è conosciuta da tutti come “la signora con i fiori gialli”, la donna a cui Papa Francesco ha dedicato il suo primo saluto dopo il ricovero al Policlinico Gemelli.
Un legame speciale con Papa Francesco
Dal Natale del 2017, Carmela ha un rituale che la lega al pontefice: ogni volta che va in Vaticano o al Gemelli, porta con sé un mazzo di fiori. Il gesto, semplice ma carico di significato, è diventato un’abitudine che Francesco ha notato e apprezzato nel tempo. Anche questa volta, durante la sua convalescenza, Carmela non ha fatto mancare il suo omaggio floreale.
«Ero venuta al Gemelli per consegnare i fiori ai gendarmi e poi salutarlo da sotto. Però i gendarmi avevano già chiuso la porta, così sono scesa nel piazzale e mi sono ritrovata non lontana dal balcone da cui il Papa ci ha salutato. Ho pensato: i fiori glieli posso offrire così. E il suo sguardo è andato su di me, come sempre» racconta emozionata.
Ogni volta Carmela sceglie con cura i fiori da donare al Papa. Ranuncoli, girasoli, rose, sempre gialli. Un colore che per lei significa luce e speranza. «Ho scelto i fiori gialli perché mi ricordavano il sole, la luce, il calore. E per me, che sono credente, il Papa è davvero una luce» spiega.
Questa volta Francesco ha notato il gesto tra duemila persone e l’ha ringraziata pubblicamente: «Vedo quella signora dai fiori gialli. È brava», ha detto con un sorriso dal balconcino del Gemelli.
Profondamente cattolica, Carmela ha ereditato la fede dalla sua famiglia calabrese. Dopo aver affrontato il dolore per la perdita dei genitori e del fratello, ha deciso di trasferirsi a Roma, mantenendo però saldo il suo legame con la spiritualità.
«Mi sento indegna del riconoscimento che ho avuto da Papa Francesco, proprio io, una semplice pensionata, un’ex insegnante che per trent’anni ha lavorato in Calabria come direttrice didattica» dice con umiltà.
Oltre che per il Papa, Carmela ha sempre creduto nel potere dei fiori anche per i malati. «I colori aiutano i malati e i fiori allargano il cuore» racconta. Ha visto l’effetto positivo anche nei bambini dell’Ospedale Bambino Gesù, dove spesso porta fiori per portare un po’ di gioia ai piccoli pazienti.
Alla fine, Carmela si lascia andare alla commozione. «Mi viene persino da piangere. Sono lacrime di gioia» confessa mentre sfoglia le sue foto con il Papa, scatti che custodisce come tesori preziosi. «Il Papa è il successore degli apostoli, il vicario di Gesù, il simbolo dell’unità della Chiesa. Bisogna sostenerlo, soprattutto nei momenti difficili».
Il suo gesto, nato quasi per caso, è diventato un simbolo di speranza e di vicinanza umana, dimostrando come anche un mazzo di fiori possa portare luce e conforto, a un pontefice e al mondo intero.